4Motion Test Days

I maestri del fuori strada

4Motion Test Days

I maestri del fuori strada

Tutti sono infaticabili lavoratori, ma fino a dove possono spingersi il Crafter, il Caddy, il T6 Transporter e l’Amarok con la loro trazione integrale? In occasione dei 4MOTION TestDays di Volkswagen Veicoli Commerciali, titolari di ditte, responsabili di flotte e artigiani di tutta la Svizzera hanno potuto scoprirlo di persona.

Tutti sono infaticabili lavoratori, ma fino a dove possono spingersi il Crafter, il Caddy, il T6 Transporter e l’Amarok con la loro trazione integrale? In occasione dei 4MOTION TestDays di Volkswagen Veicoli Commerciali, titolari di ditte, responsabili di flotte e artigiani di tutta la Svizzera hanno potuto scoprirlo di persona.

Condizioni estreme

Tra rombi di motori e nuvole di polvere, i modelli a trazione integrale di VW Veicoli Commerciali si fanno strada sul terreno impervio della cava Jura Cement di Veltheim (AG). Al volante ci sono i collaboratori o i responsabili di aziende artigianali ed edili, che in occasione dei 4MOTION TestDays hanno l’opportunità di provare in situazioni estreme i loro mezzi di lavoro.

Dall’Amarok, la punta di diamante dell’assortimento, ci si aspetta grandi prestazioni. Il pick-up è potente e robusto, pare fatto apposta per superare ostacoli. E i suoi colleghi invece? Il Caddy, il Crafter e il T6 Transporter sapranno a loro volta superare le sfide poste dal test?

A passo d’uomo

Prima di passare all’azione, tuttavia, occorre sorbirsi un po’ di teoria. Se ne occupa l’istruttore Daniel Menzi. Ai conducenti viene dapprima domandato quale velocità sia per loro da considerarsi «lenta» sulle strade asfaltate. L’interrogativo non genera dibattito: «30 km/h». L’istruttore continua: «Ebbene, fuori strada la velocità massima raccomandata è invece dieci volte inferiore, ossia 3 km/h».

«Ebbene, fuori strada la velocità massima raccomandata è invece dieci volte inferiore, ossia 3 km/h»

Daniel Menzi

La sicurezza prima di tutto

All’arrivo dei partecipanti al test, la cava è in piena attività. Nel corso della mattinata è previsto anche un brillamento, ragione per cui le disposizioni di sicurezza sono molto severe. Nessuno può uscire dal veicolo senza l’autorizzazione dell’istruttore, ed è ovviamente obbligatorio indossare giubbotto di sicurezza e casco.

Il primo gruppo si immette sulla pista accidentata e passa accanto a enormi escavatori. Ogni veicolo è collegato via radio con Daniel Menzi, che fornisce preziosi consigli ai conducenti («Guidate più lentamente possibile e siate veloci quanto basta») per affrontare forti pendenze, superare buche piene d’acqua e scendere da scarpate in modo controllato.

Una trazione integrale affidabile

Nessuno dei veicoli sottoposti a questo autentico tour de force sembra perdere colpi. Non appena una ruota minaccia di girare a vuoto, subentrano ABS, ASR ed ESP per riequilibrare il tutto con la trazione necessaria. L’intelligente trazione 4MOTION, che sembra non conoscere limiti, ripartisce in poche frazioni di secondo la propulsione su entrambi gli assi.

L’istruttore Riccardo Pfister chiede ai membri del suo gruppo, al volante di un VW Crafter, di affrontare una ripida pendenza. È l’occasione di testare l’assistente alla partenza in salita. I conducenti partono di slancio e si fermano a metà pendio. Quando il piede si solleva dal pedale del freno, il veicolo mantiene la posizione per circa due secondi, prima di cedere alla forza di gravità. «Questo sistema consente di non sollecitare troppo freno a mano e frizione», spiega Pfister. La trazione integrale permanente permette dal canto suo al Crafter di ripartire senza problemi su una pendenza quasi del cento per cento.

«La tecnica aiuta enormemente sui tratti accidentati, si ha l’impressione che le auto facciano tutto da sole, il che infonde sicurezza.»

Riccardo Pfister

Freno automatico

Ora tocca alla discesa, in avanti e in retromarcia. Il freno viene lasciato lentamente e l’apposito assistente accompagna a passo d’uomo il veicolo. Un intervento del conducente non è necessario. Kaspar Thommen, montatore sanitario di Titterten (BL) e già autista dell’esercito, fatica a celare lo stupore: «La trazione integrale e i sistemi di assistenza sono semplicemente eccezionali». Mike Merki, montatore elettricista di Oberrohrdorf (AG), aggiunge: «La tecnica aiuta enormemente sui tratti accidentati, si ha l’impressione che le auto facciano tutto da sole, il che infonde sicurezza».

34 anni di trazione integrale

Seine La trazione integrale ha fatto il suo debutto su un veicolo commerciale di Volkswagen, nella fattispecie un T3, nel 1985. Chiamata Syncro, con l’ausilio di una frizione viscosa ripartiva la propulsione sulle quattro ruote del bus VW di terza generazione. Nel 2003, con il lancio del T5, la Syncro è stata ribattezzata 4MOTION, e da allora si avvale di una frizione a lamelle.

Se all’inizio la trazione integrale era riservata ai modelli della serie T, ora è disponibile anche per l’intera gamma di VW Veicoli Commerciali, quindi anche per il Caddy, l’Amarok e il Crafter. In tutte le varianti, la trazione 4MOTION è combinabile con un cambio DSG o automatico.

Non stupisce quindi che la percentuale di veicoli commerciali a trazione integrale sia in costante crescita: nella serie T, per esempio, ha superato il 50 per cento.

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