I Trauffer si trovano uno accanto all'altro nel loro albergo
Viaggi e lifestyle

Una coppia molto attiva

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Una coppia molto attiva

26/01/2024

Come «Alpentainer» e imprenditore, Marc Trauffer ha alle spalle un’impressionante storia di successo. Con il suo «Bretterhotel», però, anche sua moglie Brigitte è ora sempre più al centro dell’attenzione. Una visita alla coppia di imprenditori Marc e Brigitte Trauffer a Hofstetten.

Testo Lukas Rüttimann
Foto Adrian Bretscher @mood

Autenticità, una caratteristica che ben si addice a Trauffer. E anche al «Bretterhotel» di Hofstetten bei Brienz è tutto molto autentico. «Qui in hotel diamo del tu. Spero che per te vada bene», si dice già durante il check-in. Naturale che sia così. Ed è per questo che prima del nostro colloquio Marc Trauffer ci dice con schiettezza: «Devo scattare un selfie veloce. Sono subito da te!» dice, e si mette in posa, come se non fosse la prima volta che lo fa, con un gruppo di ospiti dell’hotel per delle foto ricordo nella hall dell’albergo.

«Da noi funziona sempre così», dice Brigitte Trauffer ridendo. La moglie di Marc si è abituata a essere la moglie di una celebrità riconosciuta da tutti. Negli ultimi tempi, però, capita sempre più spesso che gli ospiti chiedano di lei, racconta. Non c’è da stupirsi. Infatti, con l’inaugurazione del «Bretterhotel», Brigitte Trauffer ha assunto un nuovo ruolo. Non è più «solo» la moglie di una star della musica. È la direttrice dell’albergo e, in misura crescente, anche il volto dell’imponente edificio in legno all’ingresso del villaggio. E nel suo ruolo è sicura di sé, come se non avesse mai fatto nient’altro nella vita e come se la storia movimentata che ha preceduto l’inaugurazione di questo progetto unico nel suo genere non fosse mai esistita.

L'albergo in legno dei Traufer dall'esterno
Marc e Brigitte Trauffer caricano scatoloni nel loro VW Multivan eHybrid

Marc e Brigitte, quanto bisogna essere pazzi per aprire un hotel al giorno d’oggi?

Marc: L’hotel è più o meno la conseguenza del mio atteggiamento nei confronti della vita. Il mio motto è: non ho paura di niente. E mi piace affrontare nuove sfide e nuovi progetti, senza aver paura di niente e di nessuno. È un’ottima cosa,ma può anche diventare un problema.

Brigitte: Confermo. (ride)

Marc: All’inizio volevo solo creare un piccolo mondo di esperienze intorno all’azienda di giocattoli in legno Trauffer Holzspielwaren, perché un sacco di persone me lo avevano sempre chiesto. L’idea era: un corso di intaglio, un’esposizione, un negozio ... tutto qui. Niente di che. Con questo progetto sono andato in banca e al Museo Ballenberg. Tutti hanno trovato l’idea fantastica, ma concepita troppo in piccolo. Devi assolutamente fare qualcosa di più ampio respiro!

Probabilmente non capita spesso neanche a te.

Marc: No, davvero. (ride) Il Ballenberg ci ha poi venduto un lotto di terreno qui,  a condizione che realizzassimo un progetto turistico. Mi sono seduto a tavolino con Brigitte e ho iniziato ad elaborare un progetto. Ci siamo chiesti: di cosa ha bisogno questa regione? Come si può dare più vita a questo posto incantevole? Quando ho detto che qui mancavano soprattutto un ristorante e un hotel e che potevamo progettare qualcosa del genere, Brigitte mi ha detto: «Ma sei impazzito?!»

Brigitte: Pensavo davvero che stesse esagerando.

Marc: Il mio piano era questo: vado in banca con un progetto folle; lì tutti mi diranno che sono pazzo e in questo modo potrò realizzare il mio piccolo progetto iniziale di un mondo dedicato alle esperienze. Però le cose sono andate diversamente. (ride) All’inizio volevamo solo costruire l’hotel e poi affittarlo. Ma poi Brigitte ha trasformato l’hotel nel suo progetto del cuore.

I bambini (e gli adulti) possono dare una mano e scolpire mucche nel mondo dell'avventura.
I bambini (ma non solo) possono cimentarsi nell’intaglio delle mucche in legno, in questo mondo dedicato alle esperienze.
L'interno contiene molto legno e cemento
Per quanto riguarda l’allestimento degli interni, entrambi i Trauffer hanno partecipato attivamente alla progettazione.

Cosa ti ha attratto di più?

Brigitte: Entrambi ci abbiamo messo tanta passione. E a quel punto ti leghi talmente tanto al tuo progetto che non vuoi cederlo a nessun altro. Volevo avere il controllo su quello che succede nell’hotel. A un certo punto non potevamo e non volevamo abbandonare questo progetto. Inoltre,
è il nostro nome a essere in gioco.

L’hotel porta una chiara impronta di design. In che misura hai contribuito?

Marc: Tutto questo è opera di Brigitte!

Brigitte: L’architettura d’interni mi ha sempre interessato. All’inizio pensavo che avremmo dovuto farlo fare a terzi. Che fosse troppo per una persona che vi si dedica solo per hobby. Poi a un certo punto abbiamo capito: entrambi sappiamo esattamente cosa vogliamo. E deve piacere prima di tutto a noi. Facciamo qualcosa che rispecchi il nostro gusto: con molto legno e cemento. Essendo un muratore qualificato, Marc si è subito messo all’opera.

Una dinastia di imprenditori

I Trauffer sono persone intraprendenti. Lo sono sempre stati. Alfred, il nonno di Marc, aveva già dato prova del suo senso per gli affari evitando gli intermediari per i suoi giocattoli di legno e vendendoli direttamente alla Migros. Anche il padre di Marc, Kurt, è considerato un imprenditorre capace e ha diretto l’azienda insieme allo zio di Marc, Franz, fino al 2011. Poi Marc ha rilevato l’attività da loro. Il professionista delle vendite ed ex-presentatore radiofonico ha trasformato la piccola azienda coadiuvata da 15 collaboratori in una delle più grandi produttrici di giocattoli della Svizzera.

Gli ultimi anni, se si esclude la pandemia, sono stati costellati da momenti di successo. Tournée da tutto esaurito e album ai primi posti in classifica, il riuscitissimo progetto Büezerbuebe insieme a Gölä, con concerti sold-out nel Letzigrund Stadion di Zurigo, e la sua ascesa alla notorietà con la Trauffer Holzspielwaren segnano la carriera stellare di Marc A. Trauffer.

Marc e Brigitte Trauffer davanti al loro VW Multivan eHybrid

Con il «Bretterhotel», tuttavia, l’imprenditore Trauffer si sta trasformando sempre più nella  coppia di imprenditori Marc e Brigitte. Perché il «Bretterhotel» è molto più di un semplice hotel: con al suo interno una caffetteria, una panetteria, un ufficio postale, il negozietto locale, il ristorante «Alfred’s» e le sale per eventi e seminari, l’edificio è diventato un po’ come il nuovo fulcro del paese. È interessante vedere come il settore turistico chieda loro sempre più informazioni sul tema dell’«hotel come hub», dice Brigitte. «Non l’avevamo pianificato, è semplicemente andata così. Volevamo crea­re un mondo dedicato alle esperienze: il risultato è un hotel-hub, frequentato in media da 35 gruppi a settimana.»

Per lui è stato chiaro fin dall’inizio: questo hotel avrebbe potuto avere successo solo se fosse riuscito a vincere la sfida e «corrispondere alle aspettative, accontentando le necessità di tutti», racconta Marc. «Ogni consulente alberghiero ti dice che devi specializzarti. Ma io sapevo che per noi era vero il contrario. Siamo un posto per tutti: famiglie, coppie, manager, turisti, gente del luogo, anziani, giovani, benestanti o low-budget. Il nostro hotel soddisfa ogni esigenza. Proprio ciò che qualunque esperto ti sconsiglierebbe di fare.»

Accoglienti e funzionali: le camere del "Bretterhotel" sono arredate con stile ed emanano un fascino urbano nonostante l'ambiente rurale.
Accoglienti e funzionali: le camere del «Bretterhotel» sono arredate con stile ed emanano un fascino urbano nonostante il contesto rurale.

Da dove viene questa forte convinzione?

Marc: Non ho paura di fallire. Se fallisco, allora è così che doveva andare. Ma questo non mi impedisce di mettere in atto le mie idee.

Sinceramente, ti è mai capitato di fallire per davvero?

Marc: Oh sì! Negli affari ci sono stati un paio di tentativi che sono andati decisamente a rotoli e mi sono costati un sacco di soldi. Ho al mio attivo tanti fallimenti anche nella mia vita privata, con il divorzio dalla mia prima moglie. Anche con la musica mi è andata male tante volte. Ecco perché per l’hotel esistevano un piano B e un piano C: giusto nel caso in cui le cose non avessero funzionato. Nessuno poteva aspettarsi che funzionasse così bene. Per quanto riguarda gli eventi, stiamo già pianificando la stagione 2024/2025.

Sei un musicista vernacolare, un imprenditore  e ora anche albergatore. Come riesci a conciliare tutto?

Marc: Non lavoro attivamente qui in hotel. Il capo è Brigitte. È la direttrice dell’albergo e svolge il suo ruolo in modo perfetto. Io pago gli stipendi e sono il titolare. Le attività quotidiane sono svolte da altri, tra l’altro vale lo stesso anche per i miei progetti musicali e all’interno dell’azienda. Ma ovviamente sono responsabile di tutto. Qui in hotel, ad esempio, non c’è alcun investimento esterno. Sono tutti soldi nostri. Naturalmente abbiamo debiti con le banche. Ma in fin dei conti sono l’unico azionista e quindi ho anche la piena responsabilità di questo progetto.

E nemmeno questo ti spaventa?

Marc: Durante la pandemia c’è stato un periodo in cui abbiamo sfiorato la crisi. I costi sono esplosi e ho avuto la sensazione di perdere il controllo.
È stato allora che ho pensato: adesso hai esagerato per davvero. Rischi di mandare in fumo tutto ciò che avevi progettato. Passavo notti insonni e scaricavo le mie preoccupazioni su Brigitte, che a sua volta non riusciva più a dormire. Sono state settimane difficili.

Brigitte: Il piano B prevedeva di creare una casa di riposo o di trasformarlo in un centro di riabilitazione per casi di burn-out. Noi due saremmo stati i primi ospiti. (ride)

All'"Alfred's" gli ospiti non solo possono gustare menù originali e variegati. Anche la vista panoramica sulle montagne circostanti stuzzica l'appetito.
Da «Alfred’s» gli ospiti non solo potranno gustare menù originali e variegati. Anche la vista panoramica sulle montagne circostanti stuzzica l’appetito.
Le camere del "Bretterhotel" sono arredate con stile ed emanano un fascino urbano nonostante l'ambiente rurale.

Sostenibilità vissuta nel quotidiano

Per fortuna non siamo arrivati a questo punto. Dalla sua inaugurazione nel giugno 2022, il «Bretterhotel» è stato un successo. Il pernottamento in una struttura in legno è un’esperienza indimenticabile. Le camere sono allo stesso tempo ricche di atmosfera e funzionali. Il letto è grande e comodo, dall’ampia finestra frontale gli ospiti godono di una vista meravigliosa sul paesaggio incantato verde e montuoso dell’Oberland bernese, ai piedi del Brienzer Rothorn.

L’unica cosa che qui non c’è è l’aria condizionata. Nel «Bretterhotel» se ne può fare a meno. La facciata in legno traspirante e il calcestruzzo assicurano temperature piacevoli anche nelle calde giornate di piena estate. «Nemmeno i nostri ospiti dagli Stati Uniti o dai paesi arabi si lamentano», afferma Marc. «Per una manciata di giornate di caldo quassù, non voglio installare un climatizzatore!»

Sostenibilità, costruzioni in legno, prodotti regionali: ciò che oggi è una moda i Trauffer lo fanno da tre generazioni per convinzione. «Da noi non c’è nulla che emetta un bip, non abbiamo imballaggi di plastica. Quello che ora è un trend, da noi è sempre stato così. E al momento questo gioca a nostro favore», afferma Marc.

Chiaramente questa filosofia si riflette anche nella struttura dell’ hotel. L’energia per il riscaldamento e l’acqua calda vengono prodotte tramite il teleriscaldamento dagli scarti delle mucche di legno. Le stazioni di ricarica elettronica per le auto nel parcheggio sotterraneo sono alimentate da pannelli solari installati sul tetto. Nelle camere non ci sono minibar, per evitare sprechi di energia. A disposizione degli ospiti 24 ore su 24 ci sono invece bevande e snack nel MiniBar-DiniBar.

Anche al ristorante non ci sono aragoste, ma in compenso formaggio, carne, pasta e pane tipico della regione. «I nostri ospiti lo apprezzano», afferma Brigitte. «Percepiscono che per noi la sostenibilità non è una moda. Qui da noi la sostenibilità è vissuta da tutti in prima persona giorno dopo giorno.»

Le mucche Trauffer sono un must dell'esperienza nel "Bretterhotel".
Nel mondo esperienziale del «Bretterhotel» non possono mancare le mucche Trauffer.

In che modo il vostro atteggiamento in fatto di sostenibilità si riflette sulla mobilità? Con quale mezzo vi spostate?

Marc: Guido una Volkswagen Touareg Hybrid e ne sono molto soddisfatto. Chiaramente oggi tutti parlano di trasporti pubblici. Ma l’ultimo autobus che ferma davanti all’hotel parte alle 21. Quassù serve un’auto affidabile e di buona qualità. Non solo a me, ma anche ai nostri dipendenti. Bisogna fare una leggera distinzione tra città e campagna. La sostenibilità è importante per noi anche per quanto concerne la navetta dell’hotel. Con questo multivan eHybrid a volte trasportiamo la merce, ma soprattutto possiamo portare gli ospiti dalla stazione di Brienz e Brünig-Hasliberg all’hotel o accompagnarli verso le destinazioni escursionistiche nei dintorni, come ad esempio le cascate di Giessbach.

Cosa ne pensi della mobilità elettrica in generale?

Marc: Sinceramente, all’inizio ero scettico. Oggi invece sono convinto al 100 %. Sono piuttosto flessibile quando si tratta di auto. Anche per quanto riguarda il colore. Per Brigitte è diverso ...

Brigitte: … è vero, per me in fatto di auto esiste solo il nero. (ride)

Marc e Brigitte Trauffer davanti al loro VW Multivan eHybrid
I Trauffer si spostano nella tenuta del «Bretterhotel» con un Volkswagen Multivan eHybrid nero.
Brigitte Trauffer siede nel VW Multivan eHybrid

Voi due come coppia lavorate a stretto contatto. Non è difficile, a volte?

Marc: Il fatto che entrambi lavoriamo volentieri  ci aiuta. Non dobbiamo fare uno sforzo per alzarci la mattina. Al contrario ...

Brigitte: È vero. Dobbiamo piuttosto metterci un freno per non lavorare troppo. Questo non perché desideriamo a tutti i costi diventare straricchi, ma perché ci divertiamo entrambi.

E qual è il prossimo progetto della coppia di imprenditori Trauffer?

Brigitte: Voglio creare uno zoo di carezze ­annesso all’hotel. Marc è ancora riluttante. Ma ho la sensazione che in qualche modo riusciremo a farcela.

Marc: Che cosa posso dire? Qui in hotel è lei il capo.

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